La Tomba della Regina
Potere, memoria e identità in età arcaica
Tra i tesori più straordinari custoditi dall’Antiquarium Statale di Numana spicca, per monumentalità, complessità e ricchezza simbolica, la cosiddetta Tomba della Regina, scoperta nel 1989 in località I Pini di Sirolo. Si tratta della più imponente sepoltura femminile dell’Italia preromana, appartenente a una donna di alto rango vissuta alla fine del VI secolo a.C. L’eccezionalità del contesto non riguarda solo il numero e la preziosità dei reperti, ma anche l’organizzazione dello spazio funerario e i significati politici, simbolici e culturali che esso racchiude.
1° Piano

Un complesso funerario monumentale
La tomba è costituita da un grande circolo funerario delimitato da un fossato anulare di oltre 40 metri di diametro. Al suo interno sono state scavate tre fosse: la prima per accogliere la defunta e il suo ricchissimo corredo personale; la seconda destinata agli oggetti del simposio e del banchetto; la terza riservata alla sepoltura degli animali da tiro – probabilmente due mule – sacrificati come parte del rituale.
La defunta è stata inumata in posizione rannicchiata sul fianco destro, probabilmente avvolta da un sudario ornato da una miriade di perline in osso e pasta vitrea e letteralmente ricoperta da centinaia di oggetti di ornamento e personali. Al di sopra del corpo, forse su un tavolato ligneo, erano stati deposti una biga da guerra e un calesse, smontati e defunzionalizzati, forte connotato del potere aristocratico e tradizionalmente riservati alle élite maschili.
La prima fossa: lusso, ritualità e potere
Accanto al corpo della defunta è stato rinvenuto il corredo di oggetti personali: una profusione di fibule in bronzo, ferro, argento, avorio e ambra, oltre a gioielli in osso, avorio e pasta vitrea, pendagli, amuleti, e dodici esemplari di uno strumento musicale idiofono. A connotare il corredo femminile sono delegati gli oggetti della tessitura: fuso, fuseruole, rocchetti e un telaio c.d. “a cintura”. Fra i reperti più significativi si segnalano:
- i sandali in legno, bronzo e osso
- la grande fibula in bronzo con grano di ambra
- la phiale chrysomphalos (piatto per libagioni) in argento e argento dorato lavorato a sbalzo
- i pendagli a lastra multipla in bronzo e perle di pasta vitrea e ambra


La seconda fossa: per sempre a casa
La seconda fossa raccoglie un eccezionale servizio da banchetto e simposio, testimonianza concreta del mondo dell’oikos, la casa aristocratica. Fra i materiali esposti si segnalano:
- il vasellame attico con scene mitologiche, motivi funerari e rappresentazioni
- il vasellame e il tripode in bronzo dall’Etruria
- il vasellame piceno in bronzo
- la ceramica picena di impasto
- l’oinochoe picena (brocca) di impasto con bocca teriomorfa (a testa di animale)
- la ricostruzione della kline (letto funerario) della defunta
Un’eredità che attraversa il Mediterraneo
La Tomba della Regina riflette il ruolo di Numana come emporio internazionale aperto ai traffici adriatici, greci, etruschi e baltici. L’ambra baltica, l’avorio orientale, le ceramiche attiche, i metalli etruschi e gli stili decorativi transalpini testimoniano una società viva, sofisticata, che assimilava, reinterpretava e ostentava la cultura materiale delle élite mediterranee.
Oggi, anche grazie a un allestimento museale immersivo, il visitatore può ammirare la complessa sontuosità di questa sepoltura, cogliendo le numerose valenze storiche e simboliche del rituale funerario.



















